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Concerto di N. 05 campane in SI

 

Nel progettare il nuovo complesso parrocchiale dedicato a San Pio da Pietrelcina a Manfredonia  si è da sempre pensato di dotarlo di un campanile, perché fosse un segno di speranza per il quartiere, e perché  le campane convocassero i fedeli per la preghiera e scandissero i momenti lieti e tristi della vita della comunità. Il nostro amato arcivescovo Mons. Michele castoro ha da subito sostenuto  questo progetto, che si è realizzato grazie alla professionalità della ditta MEROLLA del Cav. Michele Merolla, con sede in Scafati (SA) e Stabilimento a Poggiomarino(NA) e la generosità dei parrocchiani e di alcuni grandi benefattori. E’ stato realizzato un concerto di 5 campane. La campana più grande, dono della comunità parrocchiale, è stata dedicata a Maria SS. di Siponto, patrona di Manfredonia. La seconda campana, dono dell’arcivescovo Michele Castoro, è stata intitolata a San Michele Arcangelo. La terza campana, dono dell’Opera di Padre Pio - Casa Sollievo della Sofferenza, è stata intitolata a San Pio da Pietrelcina. La quarta campana, dono dei Frati Cappuccini di San Giovanni Rotondo, è stata intitolata a San Francesco d’Assisi. L’ultima campana è stata dedicata a San Giovanni Paolo II, con incise le parole che il Papa santo pronunciò a nella sua visita alla città il 24 maggio 1987, “Manfredonia, io ti benedico e ti saluto”, perché nel suono della campana risuoni ancora l’eco della sua benedizione.

Le campane sono state benedette da Mons. Castoro il 19 marzo, festa di San Giuseppe, nella sua ultima visita alla parrocchia, da lui istituita e sempre tanto amata. Durante il rito sono apparse evidenti a tutti la sua gioia e la sua commozione. Le campane hanno suonato per la prima volta la notte di Pasqua, annunciando alla parrocchia e alla città la gioia della Resurrezione. Quella gioia che, ne siamo certi, il nostro vescovo Michele vive ora nella luce del Signore. E ogni volta che il campanile  fa risuonare la sua voce, sembra a tutti noi di risentire la sua voce e di rivedere la gioia dei suoi occhi.

Don Alessandro  Rocchetti